Enoiteca dove la "i" non è un errore ortografico
ma il tratto distintivo che vuol separare il concetto di enoteca con
mescita da quella di bottiglieria.
Conta circa 600 etichette che
costituiscono l'invidiabile patrimonio enoico.
Situata
nell'angolo di una delle due sale-ristorante, presenta i caratteri
dell'osteria, ingentilito da un arredo ricercato ma fortemente ancorato
alla tradizione grazie alla presenza del camino.
Le pareti sono uno
scrigno di bottiglie, dove l'appassionato può fantasticare tra etichette
di tutta la penisola, con ricercate divagazioni francesi.
La cantina
è stata costruita giorno dopo giorno, assaggiando vini sempre nuovi e
procedendo ad una selezione rigorosa.
Il vino è
cultura, divertimento, e compagno dei momenti importanti.
Nelle
degustazioni serali spunta puntualmente anche qualche buon affettato e
formaggio in abbinamento. Il tagliere propone spesso diverse leccornie.
La
compagnia invita spesso a fare le ore piccole.
L'ideale vetrina
del locale presenta gli Amaroni e i Recioti veronesi, gli spumanti di
Villa Rinaldi, i rossi di Vignalta e il Merlot e Cabernet di Lison
Pramaggiore. E ancora i friulani La Viarte, Primosic, Schiopetto,
Gravner, Jermann, Castello di Spessa. E i piemontesi Gaja, Conterno,
Tenuta Cisa Asinari, Fontanafredda, Parusso. I toscani Biondi Santi,
Avignonesi, Antinori, Isole e Olena. E poi i verdicchi marchigiani di
Fazi Battaglia. Le bollicine di Bellavista, Majolini, Contadi Castaldi e
Le Marchesine. Gli champagne Nicolas Feuillatte, Doquet Jeanmarie, Dom
Ruinart, Dom Perignon, Arnould Michel & fils... e altri ancora.
L'Enoiteca
del Ghebo è:
Questo ed altro lo si trova, fino a notte tarda, all'enoiteca "Il Ghebo".